Museo archeologico - Palazzo baronale

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Il Museo Archeologico di Vaste è ospitato nel Palazzo Baronale in Piazza Dante, una residenza edificata e rimaneggiata in più fasi tra il XIV ed il XVIII secolo. 
Il visitatore è accolto da una gigantografia che rappresenta la cinta muraria di IV-III sec. a.C. della città messapica di Vaste, mentre a sinistra si possono ammirare due vasi provenienti dalla necropoli dell’abitato del IV sec. a.C.: un cratere a figure rosse del Pittore di Vaste e una trozzella.
Di fronte all’ingresso si apre la prima sala, allestita con la ricostruzione in legno a grandezza naturale di una parte dell’Ipogeo delle Cariatidi. Da qui, si accede a una sorta di camera sepolcrale in cui sono allestite due tombe rinvenute nel corso degli scavi condotti nel 1985 dall’Università di Lecce: la “Tomba del Cavaliere” (ca. 430 a.C.) e la “Tomba dell’Atleta” (inizi IV sec. a.C.).
La sala successiva è dedicata all’esposizione dei cippi monolitici in pietra leccese di età arcaica, con l’esatta ricostruzione del contesto riportato alla luce nel Fondo Melliche.
L’esposizione archeologica continua al piano superiore del Palazzo Baronale; una prima sala è allestita come settore di consultazione con postazioni PC per la navigazione in archivi e risorse WEB attinenti all’archeologia della Puglia. 
Nel grande ambiente che segue viene proposto un quadro della vita e delle trasformazioni dell’insediamento nelle principali fasi dell’antichità. I reperti presentati appartengono alle manifestazioni della vita quotidiana nel periodo compreso tra l’età del Ferro (IX sec. a.C.) e la tarda età romana (VI sec. d.C.). Nella sala è presente un plastico con rappresentazione di una scena di sacrificio in occasione della partenza dei guerrieri; sulla destra la visita prosegue con un settore dedicato ai reperti provenienti dalle necropoli messapiche risalenti a un periodo tra VI e III sec. a.C.
Una piccola sala è riservata all’esposizione del tesoretto di 150 monete d’argento (III sec. a.C.), rinvenuto nel 1989 nell’area del quartiere abitativo del Fondo S. Antonio.
La sala successiva è dedicata al luogo di culto riportato alla luce nel 1999 in Piazza Dante, proprio nell’area antistante il Museo: la grande quantità e la varietà dei dati archeologici hanno permesso di realizzare ricostruzioni grafiche, video e un plastico che integrano la presentazione dei reperti. 
Il tema dei culti nell’insediamento messapico viene sviluppato anche nella sala seguente. 
Alla seconda metà del II sec. a.C. appartiene il più consistente nucleo di tessere da gioco mai rinvenuto in tutto il mondo romano, provenienti da una cisterna.
L’esposizione prosegue nella sala successiva dedicata al complesso paleocristiano di Fondo Giuliano. In particolare sono presentati alcuni corredi provenienti dalla necropoli associata al martyrium (V sec. d.C.), edificio religioso collegato al culto delle reliquie di un santo.
L’ultima sala ospita una serie di testimonianze relative alla vita di Vaste in epoca medievale e moderna.