Chiesa rupestre dei Ss. Stefani

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La chiesa presenta un impianto basilicale a tre navate divise da grossi pilastri quadrangolari, con tre absidi, mentre le pareti laterali sono scandite da nicchie irregolari poco profonde.
Altro aspetto peculiare è la presenza, all’interno e immediatamente all’esterno della chiesa, di alcune tombe, a segnarne la vocazione funeraria e la dimensione privata.
La chiesa era intitolata a S. Stefano, come emerge dalla lettura di una delle numerose iscrizioni votive dipinte presso le immagini dei donatori: si tratta di un esponente del clero, Giorgio, inginocchiato ai piedi della Vergine con Bambino campita su una faccia del terzo pilastro a sinistra, entrando nella cripta.
La decorazione pittorica, parzialmente conservata, presenta varie fasi, dal tardo X alla fine del XIV, e ricopre le pareti, le nicchie e le facce dei pilastri: a quest’ultimo periodo appartengono l’abside centrale, e poi la maggior parte dei dipinti che si sovrappongono alla decorazione precedente, sia nell’abside centrale che sulle pareti e sui pilastri. I dipinti più antichi sono da riconoscere nelle figure degli apostoli Andrea e Filippo, accompagnati dal loro nome in greco.
Nell’absidiola destra, compare Cristo fra due angeli in adorazione, mentre nell’abside settentrionale sono dipinti tre noti santi vescovi: S. Nicola al centro, S. Giovanni Crisostomo a destra, e S. Basilio a sinistra.
Altre figure di santi si trovano sui pilastri e nelle nicchie che si aprono nella parete destra, come il S. Antonio con un cartiglio iscritto.
Nella faccia interna del pilastro destro presso l’abside è presente l’immagine del santo medico Pantaleone; mentre nei sottarchi della nicchia che si apre sulla parete destra della cripta, presso l’attacco della parete absidale, si leggono i resti delle immagini dei Ss. Cosma e Damiano.
A un periodo successivo tra l’XI e il XII sec., appartiene la splendida figura di un santo militare, probabilmente S. Giorgio, mentre su due delle nicchie che si aprono sulla parete settentrionale, le più vicine alla parete absidale, emergono le tracce dell’arcangelo Michele. Altre figure probabilmente realizzate in questo periodo sono quelle che s’intravedono sulle facce dei pilastri e le immagini di due santi nell’abside centrale, uno sotto la scena principale, l’altro sulla destra.
L’ultima fase decorativa ricoprì tutte le pareti: l’affresco absidale, contiene una rara scena di contenuto apocalittico, datato da un’iscrizione in greco al 1379-80.
Nella nicchia sulla parete meridionale è raffigurato S. Nicola a mezzo busto, benedicente; ai lati delle “porte regali” sono poste le significative icone di Cristo e della Vergine.
Sulle pareti laterali e sulle facce dei pilastri compaiono altre figure di santi tra cui S. Stefano; in alcuni casi ai loro piedi sono ritratti i donatori, menzionati anche nelle iscrizioni votive.